Come sono nati i radiatori in ghisa?

L'origine dei radiatori in ghisa

Acquistare i radiatori in ghisa liberty come i nostri porta spesso una certa curiosità su come questo sistema di riscaldamento sia nato. Infatti non sono solo importanti le caratteristiche tecniche dei prodotti: anche la loro storia ha un fascino non indifferente. In qusto caso, il racconto che abbiamo deciso di condividere ha origine nel lontano XVIII secolo, un periodo di forte industrializzazione. Scopriamo dunque l’origine dei radiatori in ghisa.

La nascita del riscaldamento centralizzato

Prima di parlare dei veri e propri termosifoni in ghisa, è necessario fare un passo indietro. Si dice che il sistema del riscaldamento centralizzato sia stato per la prima volta concepito da un allevatore di polli francese. Egli aveva infatti elaborato una sorta di incubatrice artificiale di uova: regolava il calore del suo pollaio per studiare il processo di schiusa delle uova. Ben presto questo sistema fu diffuso e utilizzato per riscaldare le serre dei grandi palazzi di tutta Europa. In questo modo venivano conservate piante esotiche come palme, agrumi e ananas.

Solo a inizio ‘800 tuttavia il riscaldamento centralizzato entrerà nelle case, grazie all’americano Angier March Perkins. Egli perfeziona il metodo precedente creando un sistema nuovo detto “idronico“. Questo è stato il primo a comparire nelle abitazioni, seppure solo in quelle più ricche: installazione e manutenzione erano infatti molto costose. Negli anni ’50 dello stesso secolo un allievo di Perkins, l’ingegnere Joseph Nason, ha deciso di modificare il modello del maestro introducendo i primi impianti di riscaldamento a vapore, più sicuro ed efficiente. Con questo sistema iniziano ad essere scaldati edifici come la Casa Bianca.

Il nostro modello Apelle


L’origine dei radiatori in ghisa

A fine ‘800 tutti dunque potevano scaldare le proprie case, grazie al sistema Nason o alle alternative più eocnomiche allora create. Ed è proprio in questo momento che nasce il termosifone in ghisa. Questo nuovo materiale sostituiva il ferro batutto. A creare questa combinazione fu il newyorkese Nelson Bundy. Il suo modello “Bundy Loop“ ha rivoluzionato il mercato, poiché permetteva di riscaldare una superficie più ampia: era il più efficiente dell’epoca.

In quel periodo, oltre all’utilizzo di un materiale nuovo, si diffondeva sempre più l’abitudine di decorare i caloriferi, rendendoli a tutti gli effetti elementi di arredo. I primi termosifoni ornamentali risalgono agli ultimi anni del XIX secolo e sono da ascrivere alla tendenza artistica dell’Art Nouveau (arrivata in Italia con il nome di “liberty“). Venivano aggiunti ai modelli alcuni dettagli artistici, come foglie, fiori e fiamme.

Alcune decorazioni liberty


L’impero globale miliardario

Quello dei radiatori diviene un mercato profittevole, multimilionario: per questo alcune fonderie americane si uniscono dando vita all’immensa American Radiator Company, un’impresa sin da subito fiorente in tutto il mondo. Il nostro Tiffany si ispira a uno dei modelli di questa compagnia. Grazie alla rapida espansione in occidente, i procedimenti di realizzazione venivano notevolmente migliorati. Gli operai venivano sostituiti dalla Bryant Moulding Machine, un macchinario più preciso e veloce. Erano gli anni dell’industrializzazione e della produzione di massa.

Il successo di questa azienda ha attirato l’attenzione del grande finanziere J.P. Morgan, che ha deciso infatti di monopolizzare il mercato. Comprando la concorrenza, l’ha fusa con la compagnia per accrescerne influenza e fatturato. Ormai aveva monopolizzato anche l’Europa grazie all’apertura della gigantesca fonderia a Hull, in Inghilterra. Riuscì a riscaldare addirittura l’Abbazia di Westminster e la Cattedrale di Leicester.

Tiffany termosifone in ghisa

Tiffany si ispira a un modello della American Radiator Company


Oggi

A metà ‘900 tuttavia la compagnia ha iniziato a declinare. Venivano infatti inventate alternative sempre più economiche (anche se meno efficienti e durature), come i pannelli di acciaio. Dunque oggi il riscaldamento con termosifoni in ghisa è ormai un’arte perduta: in pochi oggi scelgono di venderli e acquistarli. Invece continuano a presentare un’alternativa più efficiente, oltre che esteticamente accattivante, per valorizzare case d’epoca e moderne.

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