L’origine del termosifone Venere: un viaggio nella storia dell’arte

L'origine del termosifone Venere

Venere è la dea dell’eros e della bellezza. Omero racconta che, concepita da Giove e dalla ninfa degli oceani Dione, nacque da una conchiglia uscita dal mare. Vanitosa e seducente, Venere fu data in sposa a Vulcano, il dio del fuoco, di brutto aspetto ma dal carattere fermo e costante. Insoddisfatta del matrimonio intrecciò molte relazioni amorose con umani e dei, da cui nacquero diversi bambini, tra cui Cupido, Armonia, Ermafrodito ed Enea, il fondatore di Roma. In questa città infatti era stato eretto un tempio grandioso in onore proprio di Venere, nel foro. La dea viene infine accostata a diversi fiori e animali, tra i più graziosi e leggiadri, come rosa e papavero, cigno e colomba.

L'origine del termosifone Venere

Una statua di Venere


Pittura: la nascita di Venere

Una delle rappresentazioni pittoriche più note di questa figura è senz’alto la Nascita di Venere, un dipinto a tempera di Sandro Botticelli, che oggi può essere osservato presso la Galleria degli Uffizi a Firenze. Si tratta forse del più alto simbolo del Rinascimento italiano poiché il pittore voleva rappresentare l’ideale universale di bellezza femminile, il canone, la perfezione. Botticelli, dopo anni trascorsi a Roma intento a ultimare la Cappella Sitina, tornò a Firenze intorno al 1486, per dedicarsi a questo nuovo capolavoro.

Venere fluttua graziosa su una conchiglia lungo la superficie del mare. Viene sospinta dal soffio di Zefiro, il vento fecondatore. Sulla riva una fanciulla, la Primavera, porge alla dea un manto per proteggerla. Lo sfondo sembrerebbe ispirarsi al Golfo dei Poeti, a La Spezia, dove il pittore avrebbe conosciuto la sua musa ispiratrice.

Venere, seppur nuda, non rappresenta tanto l’esaltazione della bellezza esteriore, quanto di quella interiore, spirituale. Si tratta di una donna pura, semplice, nobile. Qui è vista come dea dell’amore inteso come forza motrice della Natura, espressa negli elementi di acqua, aria, terra. L’atmosfera che permea l’opera è malinconica: richiama l’aspirazione a qualcosa che non si ha o la nostalgia di qualcosa che si è perduto.

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La nascita di Venere di Botticelli


Scultura: la Venere di Milo

La Venere di Milo, è una delle più celebri statue greche: una scultura di marmo alta due metri, conservata oggi al Museo del Louvre di Parigi. Risale al 130 a.C. circa e si colloca dunque nell’arte ellenistica. Celebrata da artisti e critici, quest’opera è oggi considerata tra le più significative rappresentazioni della bellezza femminile.

La dea ha il busto nudo fino all’addome e le gambe velate da un fitto panneggio. Il corpo compone una misurata tensione che richiama un chiasmo. Non si sa quale episodio mitologico della vita di Venere venga rappresentato: si ritiene possa essere una raffigurazione della “Venus Victrix” che consegna a Paride il pomo dorato.

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La Venere di Milo


L’origine del termosifone Venere

Dalla bellezza e raffinatezza di questa figura divina, prende ispirazione il nostro modello di radiatore, realizzato con linee semplici e pure, senza decorazioni supeflue. Rappresenta così la delicatezza propria di Venere, attraverso dimensioni ridotte e pulizia delle sue linee. La sua forma è quella di un rettangolo arrotondato a due colonne. Si presta molto a contesti di pregio quali ville d’epoca e casali, senza scordare tuttavia gli esempi più moderni.

I colori disponibili per Venere sono numerosi. Partiamo da quelli base, lucidi o opachi (grigio ghisa e nero) e proseguiamo verso il bianco, l’oro e tutti i colori ral su richiesta. Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci al 393 21 21 611 oppure mandate una mail con la richiesta a info@radiatorighisa.it

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